d'Holbach, Paul Henri Thiry (1723 - 1789)

Paul Henri Thiry d'Holbach è uno dei principali esponenti del materialismo e dell'ateismo dell'Illuminismo francese. La sua opera più famosa è il Sistema della natura (Système de la nature, 1770), in cui cerca di costruire una visione completamente naturale dell'universo, senza ricorrere a Dio, all'anima o a cause soprannaturali. (Stanford Encyclopedia of Philosophy)
Le sue idee principali possono essere riassunte così:
Materialismo radicale: esiste soltanto la materia in movimento. Tutto ciò che esiste, compresi il pensiero, la coscienza e le emozioni, deriva dall'organizzazione materiale del corpo e del cervello. Non esiste una sostanza spirituale separata. (Stanford Encyclopedia of Philosophy)
Determinismo: ogni evento è il risultato necessario di cause precedenti. Anche le azioni umane seguono leggi naturali. Per d'Holbach il libero arbitrio è un'illusione: crediamo di scegliere liberamente perché ignoriamo le cause che ci determinano. (Encyclopedia Britannica)
Ateismo: Dio non è necessario per spiegare il mondo. L'idea di Dio nasce dalla paura, dall'ignoranza dei fenomeni naturali e dalla tendenza umana a personificare le forze della natura. (Project Gutenberg)
Critica della religione: le religioni sono viste come sistemi costruiti storicamente per controllare gli uomini. Secondo lui producono superstizione, paura e sottomissione, ostacolando la conoscenza razionale. La sua polemica non è solo contro una religione specifica, ma contro il principio stesso della spiegazione soprannaturale. (Stanford Encyclopedia of Philosophy)
Etica naturalistica: se non esiste un aldilà, la morale deve fondarsi sulla vita concreta degli esseri umani. Il bene coincide con ciò che favorisce la felicità, la sicurezza e il benessere degli individui e della società; il male con ciò che li danneggia. (Stanford Encyclopedia of Philosophy)
Politica illuminista: criticava il dispotismo e sosteneva che le istituzioni dovessero essere giudicate in base alla loro utilità per la felicità collettiva, non in base a un'autorità religiosa o divina. (Wikipedia)
Una formula che sintetizza bene il suo pensiero è questa:
l'uomo è un essere interamente naturale, inserito in una natura governata da leggi necessarie.
Da questa premessa discendono quasi tutte le sue conclusioni: materialismo, determinismo, ateismo e critica della religione.
Storicamente, d'Holbach rappresenta uno dei tentativi più coerenti del XVIII secolo di costruire una filosofia completamente secolare, senza alcun riferimento al trascendente. Per questo fu considerato uno degli autori più radicali dell'Illuminismo. (Encyclopedia)


D'Holbach è la figura più radicalmente materialista e atea dell'Illuminismo francese. Ecco le sue idee fondamentali:
Tutta la realtà è materia in movimento. Non esiste nulla al di fuori della natura fisica: nessuna anima, nessun principio spirituale, nessuna realtà soprannaturale. Il pensiero stesso è una funzione del cervello materiale. L'opera centrale, il Système de la Nature (1770), espone questo programma in modo sistematico e senza compromessi.
D'Holbach è uno dei pochi philosophes a spingersi fino all'ateismo dichiarato (Voltaire, per esempio, si fermava al deismo). Dio è per lui un concetto incoerente, prodotto dell'ignoranza e della paura, strumento di potere nelle mani del clero. La religione non è semplicemente falsa: è socialmente nociva, perché distrae gli uomini dalla realtà, li rende obbedienti e li aliena dai propri interessi terreni.
Ogni evento, inclusi i comportamenti umani, è necessariamente determinato da cause fisiche. Il libero arbitrio non esiste: è un'illusione prodotta dall'ignoranza delle cause che ci muovono. Questo lo mette in conflitto con molte concezioni morali e giuridiche tradizionali.
Pur negando il libero arbitrio, d'Holbach non rinuncia all'etica. Il fondamento della morale è la felicità e l'interesse, intesi naturalisticamente: gli esseri umani cercano per natura il piacere e fuggono il dolore. Una buona società deve allineare gli interessi individuali con quelli collettivi, tramite leggi e educazione, non tramite religione.
Il dispotismo e il clericalismo sono alleati naturali: entrambi prosperano sull'ignoranza. D'Holbach sostiene una forma di governo moderato, fondato sulla ragione e sull'utilità pubblica, ma non è un democratico radicale — resta entro orizzonti illuminati-riformisti.
Il sistema di d'Holbach ha una tensione interna difficile da risolvere: se il determinismo è assoluto e il libero arbitrio è un'illusione, su quale base si può fare appello alla ragione e alla riforma? Chi deve "illuminarsi" se ogni pensiero è già causalmente determinato? D'Holbach non risolve convincentemente questa contraddizione, che tornerà a ossessionare tutto il materialismo successivo.


Il barone Paul Henri Thiry d'Holbach (1723–1789) è stato una delle figure più radicali e senza compromessi dell'Illuminismo francese. Mentre molti suoi colleghi (come Voltaire) erano deisti — credevano cioè in un Dio creatore "architetto del mondo" ma estraneo alle religioni — d'Holbach spinse il pensiero illuminista fino alle sue estreme conseguenze: l'ateismo filosofico e il materialismo rigoroso.
Il suo salotto parigino era il vero "quartiere generale" degli enciclopedisti (tra cui Diderot e Rousseau), e la sua opera fondamentale, il Sistema della Natura (1770), fu definita all'epoca "la Bibbia dell'ateismo".
Ecco una sintesi dei pilastri del suo pensiero:
Per d'Holbach non esiste alcuna realtà spirituale o soprannaturale. L'universo contiene una sola sostanza: la materia.
Il movimento è intrinseco: La materia non ha bisogno di un "primo motore" (Dio) per muoversi; si muove da sola per le sue stesse leggi fisiche e chimiche.
Se tutto è materia regolata dalle leggi della fisica (causa ed effetto), allora anche le azioni umane sono totalmente necessitate.
Non c'è spazio per il libero arbitrio. Un uomo che agisce è come una pietra che cade: è spinto da forze interne (impulsi biologici, passioni) ed esterne (ambiente, educazione).
La volontà umana è sempre diretta verso la ricerca del piacere e l'evitamento del dolore (edonismo e utilitarismo).
D'Holbach considerava la religione il male principale della società, nata dall'ignoranza delle leggi naturali e dalla paura dell'ignoto.
Uno strumento di sottomissione: I tiranni e i sacerdoti (l'alleanza tra Trono e Altare) usano la paura dell'inferno e l'idea di un Dio punitivo per mantenere i popoli nell'ignoranza e nell'obbedienza.
Se non c'è un Dio a darci i comandamenti, su cosa si fonda la morale? Per d'Holbach, la risposta sta nella natura umana e sociale.
La morale sociale: Il bene è ciò che è utile alla società; il male è ciò che la danneggia. L'uomo ha bisogno dei suoi simili per essere felice, quindi l'altruismo e la giustizia sono scelte razionali per garantire il benessere comune.
"L'uomo è infelice solo perché misconosce la Natura."
— D'Holbach, Il Sistema della Natura